Hai appena finito il tuo colloquio di lavoro e senti una sensazione strana…

Ci sono stati dei passaggi del colloquio in cui un allarme è risuonato nella tua mente, anche se lo hai notato appena, perché eri concentrato nel fare un’ottima impressione al selezionatore.

Questo perché esistono dei segnali di allarme durante il colloquio, che dovrebbero farti valutare con attenzione se l’azienda, per la quale stai facendo il colloquio, è quella giusta per te.

Anche se ti sei preparato molto per questo colloquio, devi essere pronto a rinunciare se questa non è l’azienda giusta per te.

Un posto di lavoro in cui non ti trovi bene è come una relazione malsana. All’inizio, sei entusiasta di tutte le possibilità: un’azienda top conosciuta da tutti, uno stipendio più alto, un ruolo più prestigioso. Questi vantaggi ti rendono felice per un po’, ma alla fine lo splendore svanisce e inizi a mettere in discussione il quadro più ampio.

Sei costretto ad ammettere che la cultura aziendale non fa per te. Con il senno di poi, ti rendi conto che i segnali di pericolo erano probabilmente presenti fin dall’inizio, semplicemente non volevi vederli.

Pensa ad un colloquio come a un primo appuntamento. Tu e la tua potenziale nuova azienda vi state valutando a vicenda per vedere se c’è una possibilità di accordo.

Mi raccomando!

Non è solo l’azienda che ti deve scegliere, sei anche tu che devi scegliere se l’azienda è giusta per te.

Ecco come individuare i segnali di pericolo prima di accettare un’offerta di lavoro (e molto prima di sederti alla tua nuova scrivania).

21 segnali di allarme durante il colloquio a cui prestare attenzione

Ricorda (e se non ricordi, non smetterò mai di dirtelo) che il colloquio è anche per te, per capire se l’azienda è quella giusta per te.

Il lavoro non è un premio che devi ottenere. Anche il selezionatore dovrebbe impressionarti per farti accettare il lavoro.

Segnale di allarme n. 1: la comunicazione non è chiara

La comunicazione è fondamentale in un’azienda sana.

Il modo in cui un’azienda gestisce le fasi iniziali con un nuovo dipendente è indicativo al 100% della cultura aziendale.

Un’azienda con valori forti fa in modo che tali valori si riflettano in ogni aspetto aziendale. Se la chiarezza e l’organizzazione sono importanti, i selezionatori si assicureranno che tu veda quel lato di loro durante il processo di selezione.

Se sei confuso sull’ora in cui ti devi presentare, non sai dove presentarti, con chi stai facendo il colloquio o qual è la posizione lavorativa, allora presta attenzione al segnale di allarme.

Segnale di allarme n. 2: il colloquio sembra troppo breve

Quando stai facendo il primo colloquio in un’azienda, ci sono molte cose da capire.

Stai cercando di ottenere informazioni sulla posizione lavorativa, sul tuo futuro capo e sui tuoi futuri colleghi, sul luogo di lavoro.

Un buon selezionatore, che si preoccupa di entrare in contatto con il candidato, non permetterà alla sua ansia, per le cose che deve fare durante la giornata, di metterti fretta durante il colloquio.

Questo sarà un’ottima cartina di tornasole di cosa ti dovrai aspettare.

È nell’interesse sia dell’azienda che del candidato abbia il tempo durante il colloquio di chiarire tutti gli aspetti.

Se non ti viene data questa opportunità, allora questo è uno dei segnali di allarme durante il colloquio a cui prestare attenzione.

Segnale di allarme n. 3: l’intervistatore sottovaluta la tua esperienza

Durante il colloquio, può capitare che un selezionatore minimizzi la tua esperienza e i tuoi risultati raggiunti.

Ad esempio, supponiamo che tu sia un Progettista Tecnico con 10 anni di esperienza in un ruolo di Direttore R&D.

Durante il colloquio, il responsabile delle assunzioni potrebbe dire qualcosa del tipo: “Ti vedo un po’ troppo giovane per questo ruolo. La tua esperienza in altre tipologie di azienda potrebbe non essere sufficiente per questo ruolo”.

All’improvviso, l’intervistatore ha riscritto la tua storia lavorativa e la tua esperienza duramente conquistata.

Ricorda, nessuno conosce meglio di te le tue competenze e la tua esperienza.

Presta attenzione a questo segnale di pericolo durante il colloquio.

Segnale di allarme n. 4: l’intervistatore parla male dei dipendenti

In alcuni casi, potresti sostenere un colloquio per una posizione che qualcuno ha lasciato in fretta o in modo non professionale, lasciando il dipartimento in difficoltà.

Sebbene sia frustrante per l’azienda, non è qualcosa che il selezionatore dovrebbe condividere con te.

In effetti, l’intervistatore non dovrebbe condividere molto sul precedente dipendente durante l’intervista, se non per spiegare i dettagli del suo ruolo. Sentire il tuo intervistatore dire cose come “Non era un grande lavoratore” o “Era poco orientato a lavorare in gruppo”, significa che la cultura del posto di lavoro non scoraggia i pettegolezzi.

È anche un segnale di avvertimento che il team potrebbe confrontarti frequentemente con il vecchio predecessore.

Anche se è bello sentire che stai facendo un lavoro migliore, non è meglio sapere che le prestazioni di tutti sono state valutate in modo privato e oggettivo?

Segnale di allarme n. 5: le risorse umane sono inesistenti o non vengono rispettate

La cosa più utile di affrontare un processo di selezione, è che ti trovi immediatamente di fronte al dipartimento che è incaricato di gestire i dipendenti e la cultura aziendale: le risorse umane.

Fin dall’inizio, come le risorse umane interagiscono con te, e il modo in cui i dipendenti interagiscono con le risorse umane dovrebbe darti informazioni dettagliate su com’è la cultura aziendale.

Queste sono alcune domande da tenere a mente:

  • Il dipartimento delle risorse umane dell’azienda è composto da un dipendente oberato di lavoro che non riesce a programmare i colloqui?
  • Le risorse umane durante il colloquio sono tenute in considerazione dagli altri dipartimenti?
  • Le risorse umane sono solo attente ad attrarre i migliori talenti senza però saper comunicare in modo efficace all’interno dell’organizzazione?

Se le persone con cui lavoreresti alzano gli occhi al cielo quando parlano delle risorse umane, o se invii un’e-mail al responsabile HR e ricevi una risposta strana, è probabile che le risorse umane non siano il tuo migliore alleato se si verificano situazioni difficili.

Questo è uno dei segnali di allarme più importante durante il colloquio di lavoro.

Segnale di allarme n. 6: l’intervistatore è vago sulla descrizione della posizione

Quando arrivi al colloquio, probabilmente hai già letto e riletto la descrizione della posizione.

Ma, se quando inizi a chiedere le tue responsabilità specifiche nel ruolo e il selezionatore descrive in modo confuso le attività, allora dovresti preoccuparti.

Le buone aziende dedicano molto tempo alla creazione di descrizioni della posizione (job description) accurate e dettagliate in modo da poter attrarre i candidati giusti. In questo modo dimostrano di conoscere le competenze specifiche di cui hanno bisogno per questo ruolo e ti mette al sicuro che non ci saranno sorprese per te (o per loro) una volta che verrai assunto.

Quando invece non c’è chiarezza su cosa l’azienda sta cercando, sei molto vicino alla situazione in cui potresti trovarti a dire: “Sono stato assunto per fare X, ma ora vogliono che faccia Y”.

Segnale di allarme n. 7: ti vengono fatte delle pressioni per fare il colloquio il prima possibile

Questo potrebbe non essere per forza un segnale di allarme. Tuttavia presta attenzione, ogni volta che ti viene fatta pressione per schedulare il colloquio il prima possibile.

Ad esempio, quando ti viene chiesto di fare un colloquio lo stesso giorno subito dopo esserti candidato.

Proprio come tu non vuoi apparire disperato durante il processo di selezione, nemmeno l’azienda dovrebbe sembrare di esserlo.

Quando un’azienda ha un disperato bisogno di assumere potrebbe essere dovuto alla poca pianificazione, oppure al fatto che ci sono delle caratteristiche che non la rendono così attrattiva.

È bello avere un’azienda entusiasta di farti un colloquio, ma fidati del tuo istinto quando senti che l’azienda è veramente disperata.

Segnale di allarme n. 8: l’intervistatore ti fa domande personali, illegali o irrilevanti

Può capitare che il responsabile delle assunzioni, usi uno modo cordiale e amichevole per raccogliere dettagli su di te, sul tuo stato socioeconomico o sulla tua vita familiare. Domande come “Cosa hai fatto questo fine settimana?” o “Com’è stato andare in ufficio oggi?” possono essere domande per scoprire se hai figli, un partner o se hai un’auto.

Mantieni la discussione su un livello alto, senza entrare troppo nei dettagli.

Ricordati che i dati personali sono personali e che ci sono domande che non è consentito fare durante un colloquio.

Se ti accorgi che l’azienda insiste molto su queste domande allora questo è uno dei segnali di allarme durante il colloquio a cui prestare attenzione.

Segnale di allarme n. 9: l’intervistatore elude le tue domande

Ti sei preparato una serie di domande da porre al selezionatore alla fine del colloquio.

Hai fatto benissimo!

Se l’intervistatore però sembra eludere di proposito le domande, questo potrebbe essere uno dei segnali di allarme durante il colloquio.

Può capitare che in inizialmente un selezionatore non abbia tutte le risposte alle tue domande. Tuttavia, se stai intervistando il tuo futuro manager, il quale non risponde a domande sul clima aziendale o sugli obiettivi da raggiungere, questa potrebbe essere una grande bandiera rossa di pericolo.

Segnale di allarme n. 10: il responsabile delle assunzioni usa troppo parole generiche e gergo aziendale

Quando un responsabile delle assunzioni, non sa bene che tipo di figura sta cercando o ha qualcosa da nascondere, è più probabile che utilizzi parole generiche e gergo aziendale per far sembrare il ruolo e l’azienda fantastici.

In questo modo ti sta dando molte informazioni senza dirti davvero nulla.

Se noti questo tipo di situazione, allora fai delle domande per convincere il tuo interlocutore a spiegarti meglio cosa intende.

Segnale di allarme n. 11: il processo di selezione non è chiaro

Se quando chiedi alla fine del colloquio quali saranno le fasi successive del processo di selezione e ricevi una risposta vaga e incerta, allora il tuo istinto dovrebbe farti percepire un segnale di allarme.

Quando all’interno dell’azienda non è chiaro come proseguire il processo di selezione, potrebbe essere perché non sanno davvero cosa stanno cercando o se hanno davvero bisogno di assumere.

Segnale di allarme n. 12: ti vengono fatte delle micro-aggressioni

Le micro-aggressioni sono usate per descrivere offese contro tutti i gruppi emarginati. I gruppi possono subire emarginazione e micro-aggressioni dovute a razza, sesso, religione o orientamento sessuale.

Capisco benissimo che quando sei davvero entusiasta di un’azienda e di un lavoro, può essere facile trascurare un commento strano o scomodo, tuttavia, le micro-aggressioni sono facilmente ripetibili.

Se si verificano micro-aggressioni durante il processo di selezione è un segno della cultura aziendale complessiva.

Inoltre, l’intervistatore di solito ti mostra la versione migliore di se stesso durante il colloquio, ma cosa succederebbe una volta che hai accettato il lavoro?

Segnale di allarme n. 13: l’intervistatore non è un buon ascoltatore

L’ascolto è una delle capacità di leadership più importanti e i capi pessimi sono uno dei motivi principali per cui le persone lasciano il lavoro.

Naturalmente, se il tuo intervistatore, che magari sarà il tuo futuro capo, è un cattivo ascoltatore, non è un buon segno che sarà fantastico lavorare con lui.

Alcuni dei motivi per cui le persone non ascoltano potrebbero essere che sono oberati di lavoro, non si preoccupano del ruolo per cui stai facendo il colloquio o semplicemente non rispettano il tuo tempo.

Questi sono segnali di allarme durante il colloquio di lavoro.

Un buon intervistatore farà domande di follow-up, approfondirà il tuo lavoro passato e potrebbe persino prendere appunti.

Questi sono tutti ottimi segnali del fatto che anche loro sono interessati a te come candidato.

Segnale di allarme n. 14: nessuno con cui hai fatto il colloquio è da molti anni in azienda

A meno che l’azienda non sia appena stata lanciata o non stia costruendo un nuovo dipartimento, questo potrebbe essere un segno di un elevato turnover dei dipendenti e di una cultura del lavoro tossica.

Segnale di allarme n. 15: ti viene chiesto di svolgere una quantità irragionevole di compiti

Può capitare che un’azienda voglia mettere alla prova le tue capacità assegnandoti un compito da svolgere. Se però ti accorgi che ti viene chiesto di fare gratuitamente un lavoro che richiede giorni di tempo, allora c’è qualcosa che non funziona.

Se ti viene chiesto di svolgere incarichi di lavoro, assicurati di porre molte domande dettagliate su durata, tempo, ecc. prima di accettare.

Segnale di allarme n. 16: il processo di selezione è inutilmente lungo

Un altro dei segnali di allarme durante il colloquio è quando il processo di selezione è inutilmente lungo, senza che ti venga detto il motivo.

Questo potrebbe essere un segno che in azienda non sono sicuri di cosa stanno cercando e se hanno davvero bisogno di questo ruolo.

Può anche essere un segno che c’è un altro candidato che stanno seriamente prendendo in considerazione e che stanno cercando di fare la scelta migliore. Ma in questo caso di solito ti dovrebbero dire che siete rimasti in due candidati e che stanno facendo le valutazioni finali.

Segnale di allarme n. 17: non ti fanno domande

Se l’intervistatore parla solo della sua azienda e di se stesso, senza farti alcuna domanda, allora fai molta attenzione, perché questo è un segnale di pericolo.

Ricorda che il colloquio è una strada a doppio senso e ciò significa che i responsabili delle assunzioni dovrebbero essere ugualmente interessati a conoscere te e ad assicurarsi che il lavoro sia adatto anche a te.

Segnale di allarme n. 18: non è chiaro cosa si aspettano esattamente da questo ruolo

Un’altra caratteristica importante per un buon posto di lavoro è che ci devono essere delle aspettative chiare. Sarà difficile trovarsi a proprio agio nel ruolo o sviluppare la propria carriera in un’azienda che cambia sempre direzione o che fornisce risposte vaghe in merito al proprio operato.

Assicurati di porre molte domande sul team, sul ruolo e sull’azienda durante il colloquio.

I candidati a volte si sentono come se non potessero porre troppe domande specifiche a un potenziale datore di lavoro, ma in realtà è importante e puoi davvero fare un’ottima impressione quando lo fai.

Segnale di allarme n. 19: la situazione finanziaria dell’azienda non è buona

Non è sempre facile recuperare le informazioni sulla situazione finanziaria di un’azienda. Però se ti è possibile dovresti prestare molta attenzione ai risultati dell’azienda.

Se un’azienda è in difficoltà potresti andare incontro a situazioni spiacevoli come il non pagamento degli stipendi, la ristrutturazione organizzativa, la cassa integrazione.

Se la situazione finanziaria dell’azienda non ti sembra sana allora questo è uno dei principali segnali di allarme durante il colloquio.

Segnale di allarme n. 20: si riferiscono troppo al team come ad una “famiglia”.

Quando il tuo potenziale datore di lavoro parla di come tutti i suoi colleghi e colleghe siano una grande famiglia, questo è un segnale di allarme.

Ricordati che il tuo ambiente di lavoro non è la tua casa e il tuo capo non è il tuo partner e questo può dimostrare una mancanza di rispetto dei tuoi spazi da parte dell’azienda.

In un lavoro sano i tuoi superiori rispettano il fatto che tu possa ritagliarti del tempo per la tua vera famiglia, prenderti del tempo libero, senza disturbarti ad orari improponibili 7 giorni su 7.

Segnale di allarme n. 21: ti fanno un’offerta economica molto bassa

È naturale che le aziende facciano un’offerta che lasci spazio alla negoziazione, ma quando è così bassa da scioccarti, specialmente quando hai comunicato in anticipo le tue aspettative salariali, non ne vale la pena.

Inoltre, è un segno che chiedere un aumento o altri benefit in futuro sarà un’impresa impossibile.

Conclusioni

Quando qualcosa non va bene durante il colloquio, in qualche modo lo sai.

So bene che può essere difficile fidarsi del tuo istinto in un colloquio di lavoro, specialmente quando hai bisogno di trovare un lavoro.

Il mio consiglio è il seguente.

Prima di andare a un colloquio, oltre a prepararti per superarlo con successo, elenca i tuoi desideri, le tue esigenze e i tuoi requisiti essenziali. Pensa a cosa non ha funzionato per te in passato. Forse è un particolare stile di leadership, una cultura di lavoro troppo frenetica o un ambiente super competitivo.

Un lavoro è molto di più della semplice descrizione del ruolo.

Preparati a vedere i segnali di allarme durante il colloquio di lavoro. Presta attenzione e fidati del tuo istinto.

Se vuoi approfondire la preparazione per il colloquio di lavoro, ti consiglio la guida “Le 50 domande del colloquio di lavoro e le relative risposte

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto e come sempre se hai dubbi e domande scrivi qui sotto un commento o inviami un messaggio in Instagram (@monicalucadello).

Buona ricerca!

Monica

Durante il processo di ricerca di un nuovo lavoro, hai trascurato alcuni segnali di allarme sull’azienda e sulla posizione ed ora dopo che hai iniziato, ti sei accorto che odi il tuo nuovo lavoro…

In questo momento ti stai chiedendo: cosa fare quando odi il tuo nuovo lavoro?

Non preoccuparti! Sei nel posto giusto!

Intanto devi sapere che accorgersi poco dopo essere entrato in azienda, che questo non è il lavoro giusto, capita molto spesso. Secondo un recente sondaggio su 2.000 persone intervistate il 70% ha dichiarato di essersi accorta che il nuovo lavoro non era quello giusto.

Ho incontrato moltissime persone che si sono trovate in questa stessa situazione.

Prima di tutto partiamo dal capire quali sono le motivazioni che ti hanno portato ad odiare il tuo nuovo lavoro fin da subito.

7 motivi per cui odi il tuo nuovo lavoro

All’inizio, è una piccola sensazione di disagio nella bocca dello stomaco, come una biglia che rotola sul fondo della pancia.

Cerchi di ignorarlo perché questo è il tuo nuovo inizio, la tua nuova opportunità!

All’inizio quando hai fatto i colloqui hai avuto un’ottima sensazione. Gli altri dipendenti sembravano professionali e accoglienti (e lo erano!). Il luogo di lavoro era bello e nuovo. Tanti aspetti del lavoro sembravano davvero promettenti.

Nell’ultima colloquio hai incontrato i vertici aziendali che ti hanno fatto un’ottima impressione.

E quindi, come mai adesso odi il tuo nuovo lavoro?

1. Ti hanno mentito

Durante il tuo primo giorno di lavoro ti hanno abbandonato a te stesso, senza che qualcuno di facesse un inserimento in azienda.

Sembrava strano, ma le cose nuove fanno paura proprio perché sono nuove, giusto?

Allora hai pensato, forse è un giorno particolare e devo prendere le cose giorno per giorno.

In un lasso di tempo relativamente breve, è diventato sempre più ovvio che non avresti svolto il lavoro per cui eri stato assunto, almeno “non ancora”.

Sei una persona ragionevole e vedi il valore nell’apprendere da zero un nuovo modo di lavorare, quindi hai accettato tutto come una nuova sfida.

Tuttavia hai iniziato a ricevere risposte scortesi dal tuo capo, ti è stato chiesto di rimanere a lavoro sempre fino a tardi.

La logica che ti facevano presente è che dovresti essere in grado di svolgere il lavoro per cui sei stato assunto. Se non lo sei, allora perché sei lì?

Essere trascinati tra compiti che apparentemente non hanno nulla a che fare con te o i tuoi talenti è un ottimo modo per perdere motivazione e rapidamente.

2. Odi le persone

Le persone con cui ti sei trovato a lavorare hanno un carattere difficile da gestire, dovuto al clima all’interno dell’azienda.

Durante il giorno, non è possibile fare nessuna discussione al di fuori di quelle di lavoro.

I colleghi si guardano con sospetto, invidia e sono sempre pronti a criticare gli altri.

L’unica cosa che condividi con loro è l’odio per il lavoro in quella azienda.

3. Odi il lavoro

Anche se una persona viene assunta con un determinato ruolo, non è detto che a livello operativo poi quel ruolo venga svolto in maniera uguale in tutte le aziende.

Nell’azienda passata ad esempio avevi un sistema informativo che ti forniva tutta una serie di informazioni. Nell’azienda attuale sei tu che devi ricostruirti di volta in volta i dati di cui hai bisogno.

Quindi invece di dare un supporto strategico, passi più della metà del tuo tempo a costruirti i dati per riuscire a prendere decisioni.

4. Odi le ore

Durante i primi giorni hai lavorato in silenzio per dieci ore.

Le ore dovrebbero avere un senso. Dovrebbero essere riempite con un lavoro significativo, altrimenti cosa ci fai in questo posto oltre ad aspettare di sederti in auto e tornare a casa nel traffico?

Guardando indietro, penso che dover rimanere in ufficio fino a tardi anche se non c’è niente da fare, sia uno dei modi più infallibili per identificare un ambiente di lavoro tossico fin dal primo giorno.

5. Odi il tuo capo

Non riesci a lavorare con il tuo capo.

Ti tratta spesso dall’alto in basso, come se fossi alla prima esperienza e dovesse costantemente insegnarti il lavoro.

È un micro manager che vuole avere il controllo su ogni attività che fai, ma che non programma nel lungo termine i lavori da portare avanti. Quindi si lavora ogni giorno con delle scadenze che cambiano continuamente.

Oppure è una persona lunatica, facilmente irascibile. Quindi ti senti costantemente insicuro del tuo lavoro e sotto pressione.

Il fatto di odiare il proprio capo è una delle motivazioni principali del perché una persona cerca un nuovo lavoro.

6. Non puoi adattarti al tuo nuovo ambiente

Ti conosci meglio di chiunque altro. Se non riesci ad adattarti al tuo attuale lavoro, troverai insoddisfazione e infelicità ogni giorno.

I processi di colloquio e assunzione sono lunghi per un motivo. È qui che dovresti verificare tutti questi aspetti. Il responsabile delle assunzioni dovrebbe aver verificato le tue capacità come dipendente. Avrebbero dovuto determinare la tua capacità di adattarti alla nuovo ambiente di lavoro.

Inoltre, tutti dovrebbero porre domande durante il processo di colloquio per chiarirsi i dubbi sull’ambiente di lavoro, il team di lavoro, ecc. per evitare di ritrovarsi nella situazione di dire “Cosa fare quando odi il tuo nuovo lavoro?“.

7. Stai piangendo

Sì, ci sono difficoltà crescenti nei nuovi lavori. Sì, ci sono sempre personalità scomode con cui potresti essere costretto a lavorare. Sì, la tua vita professionale a volte sarà impegnativa, ed è così che cresciamo.

Tuttavia, se stai tornando a casa piangendo da quello che doveva essere il tuo nuovo lavoro dei sogni con progetti entusiasmanti ed un potenziale senza pari, lasciami dire “NO, non ci siamo!“.

Le tue prime settimane o il tuo lavoro dovrebbero sì farti sentire a disagio perché è necessario entrare in un nuovo ecosistema, ma anche dovresti essere soddisfatto ed apprezzato dai nuovi colleghi e superiori.

L’ambiente di lavoro non dovrebbe già essere un luogo che odi, dove ti senti da solo a combattere contro tutti.

Se lo è, se il tuo nuovo lavoro sta portando più stress e rimpianti che promesse e speranze, non è mai troppo presto per scrivere una lettera di dimissioni.

Cosa fare quando odi il tuo nuovo lavoro?

La risposta a questa domanda dipende molto dalla nuova posizione e dal tempo che ci vuole per trovarne una di nuova.

Infine, potrebbe essere legata all’imbarazzo che potresti provare per il fatto di dover ammettere che il nuovo lavoro è completamente sbagliato per te.

1. Chiedi aiuto

Chiedi sempre aiuto. Questo è lo scopo dell’intero processo di inserimento in azienda.

Nessuna azienda si aspetta che tu sappia i regolamenti aziendali il primo giorno.

Se però non ti viene spiegato, devi essere tu a fare il primo passo e chiedere.

Oltre a ottenere chiarezza, fare domande nelle prime settimane ti farà capire qual è la cultura aziendale.

Se non c’è mai tempo per imparare un compito semplice o spiegare una decisione, il posto di lavoro potrebbe comunque essere difficile da sopportare e potrebbe essere un segnale che è meglio andarsene.

2. Conosci i tuoi colleghi

Tutti abbiamo un amico a lavoro con cui ci siamo confrontati e abbiamo affrontato diverse situazioni professionali.

Ogni esperienza lavorativa ha i suoi momenti difficili e il tuo migliore amico professionale è quello che ti guida attraverso questi momenti difficili.

Inoltre, supponendo che il motivo per il quale odi il tuo nuovo lavoro non siano i tuoi colleghi, cerca di conoscerli meglio.

Chiedi loro aiuto e i loro consigli. Chiedi loro delle loro esperienze quando erano appena entrati in azienda. Trova un terreno comune per connetterti con loro.

Potresti scoprire che non sei solo e che insieme potreste cambiare alcuni dei problemi più spiacevoli.

3. Non gettare ancora la spugna

Non gettare la spugna perché odi un capo o hai un collega ostile.

Cerca di trovare, per quanto possibile, persone che ti possano insegnare all’interno dell’azienda.

Il lavoro potrebbe essere difficile all’inizio, ma va bene lo stesso. Presta attenzione a ciò che potresti fare diversamente.

Chiedi a chi ti circonda i migliori consigli. Impara dai tuoi errori e trova il modo di evitarli in futuro.

Dovresti utilizzare questo tempo iniziale per rilassarti nel tuo nuovo lavoro senza sentirti male. In fin dei conti, sei appena arrivato!

Tuttavia, se non riesci a scrollarti di dosso la sensazione che stai andando in un brutto posto dove lavori per persone orribili, allora devi andartene il prima possibile.

4. Prenditi cura di te stesso

È difficile esprimere a parole quanto velocemente un capo pessimo possa minare la tua fiducia e farti perdere il tuo potenziale.

Per non ritrovarti in questa situazione, se odi il tuo nuovo lavoro, non devi cercare il lato positivo o aspettare un anno per inviare il tuo curriculum ad altre aziende.

Il tuo tempo è prezioso, quindi sfruttalo per cercare il prima possibile una nuova posizione. Senza dimenticare quali sono quegli aspetti di questo lavoro che odi, in modo da individuarli velocemente quando sarai alla ricerca del nuovo lavoro.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto cosa fare quando odi il tuo nuovo lavoro. Le motivazioni che ti hanno portato a questa situazione possono essere diverse come abbiamo letto nell’articolo.

In conclusione devi riflettere su questi due punti:

  • Odio il mio lavoro a causa del mio modo di essere o di come è organizzata l’azienda?
  • Posso fare qualcosa per fare qualcosa per modificare il mio modo di essere o l’organizzazione aziendale per sentirmi meglio?

Se non riesci a trovare una risposta all’ultima domanda allora è meglio se ti attivi per cercare un nuovo lavoro.

Non c’è nulla da vergognarsi, come abbiamo visto capita a molti di trovarsi male in un lavoro appena iniziato, quindi rimboccati le modifiche e ricomincia la tua ricerca.

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto e come sempre se hai dubbi e domande scrivi qui sotto un commento o inviami un messaggio in Instagram (@monicalucadello).

Buona ricerca!

Monica